Turismo sportivo

Il turismo è in continua evoluzione ma è oramai consolidato un importante cambiamento nella richiesta e nell’aspettativa turistica.

Oggi segmentare in modo innovativo vuol dire abbandonare gli schemi standard della segmentazione, indifferenziati e generalisti, per andare a scavare in ciò che i nostri turisti desiderano in un determinato periodo temporale.

Un approccio simile, da un lato mette in crisi la standardizzazione maturata dal turismo di massa; dall’altro provoca la scoperta e/o la nascita di tanti segmenti di nicchia sui quali poter lavorare per un’offerta di tipo esperienziale in perfetta linea con le nuove tendenze.

Esperienza che il turista compie vivendo momenti di vita quotidiana della destinazione che visita, partecipando attivamente e in prima persona alle attività che vi si svolgono, andando a scavare nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una località per permettere da un lato al visitatore di poter godere (visivamente e materialmente) di un’esperienza autentica, unica e personale; dall’altro di influire direttamente sulla vitalità della destinazione e sulla riscoperta delle proprie radici da parte della popolazione locale.

In quest’ottica si inserisce un segmento oramai da anni in costante crescita il turismo sportivo.

I NUMERI DEL TURISMO SPORTIVO

  • Il turismo sportivo genera dai 12 ai 15 mln di arrivi internazionali ogni anno, con previsioni di crescita di circa il 6% annuo nel breve termine.
  • Rappresenta il 10% dell’industria turistica mondiale, per un fatturato generato di circa 800 mld di $.
  • I principali Paesi di origine dei turisti sportivi sono Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Danimarca, Svezia e Finlandia.
  • In alcuni Paesi l’indotto generato dal turismo sportivo ha superato la soglia del 25% del totale, raggiungendo in Australia la quota record pari al 55%. (Fonte: ETC, 2013).
  • Degli oltre 20 milioni di italiani che praticano una o più attività sportive, oltre 11 milioni hanno effettuato un trasferimento turistico. Dal 2007 al 2013 il comparto ha fatto registrare un +25% legato ai flussi turistici e un +20% di spesa, generando un volume di affari di 9 mld di euro e circa 60 milioni di pernottamenti totali.
  • Cresce anche il numero degli sport per i quali si fa turismo: nel 2007 gli sport invernali determinavano circa il 49% degli spostamenti mentre nel 2013 la quota è scesa a circa il 42%.
  • 1,5 mld di euro la spesa dedicata in Italia agli sport acquatici come vela, canoa, diving ecc.
  • Circa 1 italiano su 4 sceglie la meta delle proprie vacanze anche in virtù dell’offerta sportiva.
  • Sono circa 6,5 milioni gli atleti dilettanti e oltre 10 mila i professionisti.
  • Oltre la metà della spesa (il 52%) ha interessato imprese ricettive e della ristorazione.
  • Ricadute importanti anche per attività ricreative, culturali e di intrattenimento (24%).
  • Il settore agroalimentare riceve da questo segmento il 13% della spesa sostenuta, mentre i trasporti il 3% circa.
  • Ricadute anche per l’editoria, le industrie manifatturiere ed il settore del commercio
  • Sceglie le destinazioni consultando il web (35%) ed il passaparola di parenti e amici (32,3%) ma attenzione anche agli strumenti social.

 

CHI E' IL TURISTA SPORTIVO?

A differenza di quello che si potrebbe immaginare, il turista sportivo non è solo chi pratica uno sport in maniera agonistica o professionale.

Il turista sportivo è il più delle volte l'appassionato disposto anche a lunghi spostamenti, pronto a spendere molto di più di quello che si immagini, in attrezzature e per la vacanza all'insegna del suo sport preferito. Cerca posti speciali per poterli raccontare al ritorno dalle vacanze, per le sue “imprese”, si informa leggendo riviste specializzate ed ha come riferimento i campioni del suo sport.

Possiamo quindi elencare diverse categorie di turista legate allo sport:

  • Tutti i viaggiatori che scelgono la destinazione del proprio viaggio in base alla possibilità o meno di praticare un determinato sport.
  • Praticanti a livello amatoriale (es. sci club, club velici, associazioni sportive dilettantistiche per ogni disciplina) che si spostano per partecipare a: gare, allenamenti, stage, tornei, etc.
  • Professionisti e non che si spostano per motivi professionali - lavorativi (es. staff medici, fisioterapisti, trainer, nutrizionisti).
  • Staff, dirigenza, e dipendenti delle società sportive sia professionistiche che dilettantistiche.
  • Arbitri e giurie predisposti per i controlli, le valutazioni e il regolare svolgimento delle manifestazioni.
  • Giornalisti, troupe televisive e radiofoniche che viaggiano per commentare e riprendere gare sportive.
  • Lo “sportivo” che viaggia per assistere ad avvenimenti sportivi (es. fan club organizzati o singoli appassionati di sport.
  • Il turista sportivo che viaggia per imparare a praticare lo sport che ha sempre desiderato o quello che va “di moda”.

Come possiamo notare sono molte le opportunità per un territorio di attrarre queste tipologie di turista, ma sono anche molti i territori che potenzialmente li potrebbero attrarre.

Per questo bisogna “unire” alla possibilità di praticare o assistere ad un evento sportivo l'opportunità di passare una vacanza all'insegna del benessere e divertimento, allargare l’offerta, al fine di coinvolgere anche il gruppo o la famiglia che accompagnano il turista sportivo.

 

 

Valorizzare l'attività del turismo sportivo permette di:

  • Estendere la stagione turistica tradizionale (Destagionalizzazione).
  • Attrarre nuovi flussi di visitatori.
  • Creare o incrementare un’immagine favorevole per una data destinazione.
  • I turisti sportivi si caratterizzano per capacità di spesa elevata e per tempi di permanenza medi più lunghi rispetto ad altre categorie.
  • Inoltre, una volta rientrati nel loro Paese di origine, sono soliti raccomandare alla loro rete di conoscenze le mete dei loro recenti viaggi. Basti pensare che il 90% di coloro che hanno viaggiato in Germania per assistere ai Mondiali del 2006 ha in seguito consigliato ad altri la stessa destinazione.
  • Stando a una recente indagine campionaria condotta da Eurosport, chi viaggia per assistere a eventi sportivi è più propenso a coprire lunghe distanze.

Target di riferimento: CHI E' IL TURISTA ACCESSIBILE?

No disabilità

 

 

 

Anzi, a guardar bene, la migliore accessibilità è proprio riferita alla possibilità di accedere alle informazioni necessarie per garantire il servizio migliore disponibile per tutti.

Quindi come si può ben capire il ventaglio di un potenziale mercato si amplia a dismisura generando milioni di turisti cosiddetti “accessibili”. A tal proposito, non va dimenticato che ogni persona diversamente abile viaggia, di solito, con due persone dando la proporzione di 1 a 3.

A questo vanno aggiunte persone con disabilità temporanea più o meno lunga come gessi per fratture o operazioni, degenze dovute ad interventi chirurgici, problemi di eccessiva obesità, di dialisi renale, di allergie, di gravidanza …, che per spostarsi devono essere a conoscenza di strutture indispensabili per la loro situazione.

Un unico linguaggio per tutti i disabili europei

SETTORE E MERCATO DI RIFERIMENTO

BACINO D'UTENZA

“Dimmi che sport fai e ti dirò chi sei!” potrebbe essere un’interpretazione del più ben celebre detto sul cibo, ma allo stesso modo ci potrebbe far conoscere molto delle persone. Infatti cibo, salute e sport sono aspetti diversi che incidono in maniera unitaria sulla vita di ciascuno.

È ormai risaputo che il turismo sportivo muove milioni e milioni di euro in tutto il mondo arrivando a diventare il secondo mercato per fatturato, secondo ormai solo al turismo religioso.

Non c’è Stato che non abbia il proprio sport di riferimento e il proprio evento sportivo nazionale di richiamo. Competizioni mondiali, maratone, gare ciclistiche, gare di F1 o Moto GP, competizioni veliche, tornei di tennis e golf, e si potrebbe andare avanti ancora per molto se si volessero elencare tutti. Questo elenco di attività vale solo per quanto riguarda lo sport professionistico, se si va ad aggiungere tutto ciò che concerne lo sport “dilettantistico o amatoriale”, la lista si fa ancora più lunga: settimane bianche o in barca a vela, gran fondo di ogni grado e difficoltà, trekking in montagna o gare podistiche per tutte le distanze, difficoltà e ambienti, solo per portarne in evidenza alcune di esse.

Lo Sport costituisce un fattore di grande attrazione ed in quanto tale costituisce una fonte significativa dal punto di vista economico sia dal lato ATTIVO di chi pratica sport che dal lato PASSIVO, coloro che seguono lo sport “dal vivo”.

Sport e Turismo WST

Praticare lo sport è passione e come tale ogni “atleta” la vive a 360°. Anche da un punto di vista economico basti pensare al costo medio di una bicicletta (da corsa, mountain bike, down hill) usata dagli amatori, o ancora a quanto costi partecipare alla maratona di New York, iscrizione, viaggio, vitto e alloggio incluso. Non di meno, lo sport pesa economicamente su chi lo vive da spettatore, basti pensare a quanto è disposto a spendere una persona per assistere alla finale dei 100 metri di un’olimpiade, o alla finale della coppa del mondo di calcio o di Champions League, o al Super Bowl in America o ancora alla finale di tennis di Wimbledon solo per fare alcuni esempi.

Lo sport attivo o passivo comporta un flusso di milioni di persone che viaggia generando un elevato volume d’affari. Sono 18 milioni, le persone che in Italia sono interessate allo sport, e di queste ben 12 milioni quelle che si muovono per attività sportive. 

Sono 18 milioni, le persone che in Italia sono interessate allo sport, e di queste ben 12 milioni quelle che si muovono per attività sportive. È inoltre interessante e importante notare come il 78 % dei viaggi sportivi degli italiani abbia come meta luoghi situati nel proprio Paese. Si tratta di una percentuale molto elevata, indice di un Paese fatto di sportivi e a loro dedicato, sia in termini di opportunità fisiche geografiche che naturalmente offre, sia in termini di dedizione allo sport e allo sportivo. 

Questa passione per il turismo sportivo “Made in Italy”, viene confermata anche dall’atleta straniero: l’8% dei turisti europei trascorrono le proprie vacanze in Italia per motivi sportivi. 

Ma se da un lato è evidente e documentata statisticamente la presenza di una domanda di dimensioni significative e rilevanti, dall’altro non esiste, allo stato attuale, un contenitore che racchiuda tutti questi mondi, ovvero una fiera che soddisfi i bisogni di cui sopra. Ed infatti esistono fiere dello sport, borse del turismo sportivo, ma non è mai stata ideata sino ad ora una fiera internazionale del turismo sportivo.

L'IMPORTANZA DELL'ACCESSIBILITA'

Il nostro progetto va oltre il mero desiderio di partecipare o assistere alle attività sportive, e apre le porte al Turismo Accessibile, proponendosi l’obiettivo di rompere le barriere non solo dal punto di vista spaziale e culturale ma anche dal punto di vista materiale, andando a rendere il turismo possibile ed accessibile in tutte le condizioni.

Oggigiorno sempre più persone devono confrontarsi quotidianamente con bisogni speciali legati alle proprie singolarità. Infatti come riportato meglio sopra, non stiamo parlando solo di disabilità motoria, sebbene quella sia la prima che si pone all’evidenza collettiva, ma anche di altri tipi di esigenze quali quelle alimentari, quelle relazionali o intellettive, quelle di cecità, di sordità o anche relative all’invecchiamento dell’uomo. Tutte legate al desiderio di poter praticare e/o effettuare una vacanza o una attività sportiva senza dover rinunciare a spostarsi.

Queste persone hanno bisogno di accortezze e strutture attrezzate per poter usufruire di viaggi, vacanze e tempo libero in modo appagante senza ostacoli né difficoltà, e quindi in condizioni di autonomia, sicurezza, comfort.

Icone disabilità

Nel 2012, il mercato del turismo accessibile mondiale valeva 800 miliardi di euro (considerando anche l’indotto) e occupava oltre nove milioni di persone – tra cui migliaia di persone con disabilità. L’Italia è un Paese ad alta vocazione turistica e possibile meta per gli oltre 127 milioni di europei, 4 dei quali italiani, con esigenze specifiche e che non vanno mai in vacanza da soli (è pari a 3 l’effetto moltiplicatore che sviluppa questo mercato!). 

Il Turismo Accessibile è oggi una grande opportunità che potrà far incrementare i fatturati delle aziende turistiche che vorranno investire su questo target; basti pensare che solo negli ultimi 3 anni il numero di viaggiatori disabili è aumentato del 20%, di cui solo il 6 % fa uso di sedie a rotelle.

E al momento quello che frena la maggior parte degli imprenditori ad investire nel settore è la mancanza di informazioni. Loro stessi rispondono che non sanno come fare ed hanno paura di sbagliare.

Squadra sport accessibilità